A proposito di selezione massale

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La selezione massale è una tradizionale tecnica di riproduzione delle viti che mira a preservare la loro variabilità genetica intra-varietale, al fine di mantenere intatti i tratti distintivi della vigna e la sua intima relazione con il terroir.
Perché è così importante per la qualità del vino?

Dietro le Case è un bellissimo vigneto di Inzolia piantato da mio padre nel 1970 tramite selezione massale di viti più vecchie originariamente selezionate da mio nonno negli anni '20 nell'areale di Menfi. Sono cloni autoctoni originari di questo ambiente, meravigliosamente adattati alle condizioni microclimatiche della Tenuta Belicello, che incarnano perfettamente la nostra antica cultura del vino e il carattere del terroir.

Mi ritengo molto fortunata per l’opportunità di potermi prendere cura di un vigneto così vecchio e bellissimo, che contribuisce a creare un sorprendente paesaggio viticolo a pochi passi dal mar Mediterraneo.
Amo il modo in cui l'adattamento al suolo, il microclima e le specifiche condizioni ambientali hanno determinato nel tempo processi di modificazione naturale nelle viti, stemperando le loro generiche caratteristiche varietali in un’identità più forte e autentica, profondamente legata al terroir. E amo moltissimo la straordinaria qualità che le vecchie viti concentrano nelle loro uve, grazie al meraviglioso equilibrio che sono in grado di raggiungere con il luogo in cui vivono.

 

An old Inzolia vine blooming in April

 

Purtroppo in Sicilia i vecchi vigneti non sono così diffusi come in altre Regioni italiane, per diversi motivi che cercherò di spiegare.

La ragione principale è, a mio avviso, esclusivamente finanziaria: una vecchia vigna produce dal 50 al 70% in meno di uva rispetto a una giovane, e non tutti i viticoltori possono permettersi di affrontare i costi di gestione di un vigneto che, semplicemente, non produce abbastanza. Ciò è particolarmente rilevante anche in considerazione del fatto che il valore di uve e vini siciliani è generalmente sottovalutato, e che ancora moltissimo vino sfuso viene svenduto dai grandi produttori di vino a imbottigliatori industriali e commercianti che intascano il valore aggiunto che dovrebbe invece essere garantito ai viticoltori e ai vignaioli.

Un'altra ragione, probabilmente non così palese, ha cause analoghe. Negli ultimi 50 anni la produzione di vino in Sicilia ha attraversato diverse fasi, non sempre comprensibili o desiderabili, a volte determinate da speculazioni economiche poco legate al patrimonio storico e culturale della mia bellissima isola e scarsamente rispettose del suo territorio. In molti casi, i vecchi vigneti che hanno ospitato per secoli varietà autoctone e cloni originari sono stati espiantati per far posto a Pinot Grigio, Glera ed altri vitigni sull'onda di mode passeggere.

Un approccio puramente commerciale e speculativo che ha fortemente contribuito in passato, ma purtroppo contribuisce ancora oggi, all'impoverimento del nostro patrimonio ampelografico e alla perdita irreversibile di biotipi autoctoni che rappresentano un’inestimabile eredità.

 

Sono fermamente convinta che i costi ambientali e culturali causati della perdita di questo straordinario patrimonio alla fine siano molto più elevati di quelli che sarebbe necessario sostenere per la sua efficace tutela.
Ed è per questo motivo che negli ultimi 10 anni mi sono dedicata alla salvaguardia della biodiversità e del materiale genetico originario che si è evoluto in vigna Dietro le Case per quasi un secolo.

 

Old vine of Inzolia in vineyard Dietro le Case

 

La prima cosa che ho fatto, nel 2008, è stata quella di riprodurre le vecchie viti di Inzolia innestando le loro gemme su nuovi portinnesti, creando un nuovo vigneto di Inzolia nel solco della selezione massale iniziata da mio nonno negli anni '20. Questa vigna più giovane ha la stessa variabilità intra-varietale della vigna vecchia, e ne ospita gli stessi fenotipi: a dieci anni dall’impianto ha già raggiunto un discreto equilibrio e sono molto soddisfatta anche della qualità delle uve con le quali produco Tivitti, un vino bianco dalla beva fresca e molto appagante.

Quest'anno ho fatto un altro passo in avanti e mi sono decisa a proseguire in una direzione più ambiziosa. Per diversi anni mi sono presa cura delle radici "selvatiche" di molte vecchie viti ormai irrimediabilmente compromesse dall’età, allevandone alcuni polloni in maniera da ottenerne col tempo un portinnesto di forza e dimensioni adeguate, e pochi giorni fa ho potuto finalmente reinnestarle con il materiale genetico originario ricavato nello stesso vigneto.
Il mio obiettivo è quello di preservare l’estensione e la vitalità dello straordinario sistema radicale ancora vivente e ormai in perfetto equilibrio con il suolo e con le difficili condizioni microclimatiche dell’ambiente circostante (clima arido, scarsità d’acqua, ambiente salmastro), convinta come sono che i nuovi germogli avranno ottime possibilità di svilupparsi ed interagire più armonicamente con le vecchie viti ancora sane e produttive.

 Il tronco della vecchia vite è morto, ma le sue radici sono ancora forti e vitali

 

Questo video mostra l'intero processo di selezione ed innesto: un'arte antica perfezionata dalle maestranze locali nel corso di 20 secoli, e che solo poche persone ancora oggi sono in grado di praticare.

 

 

Adesso incrocio le dita: solo il tempo ci dirà se Dietro le Case sarà in grado di vivere e produrre uve straordinarie ancora per molti anni.

 

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Tags: Dietro le Case, inzolia, viticoltura, selezione massale, vecchie vigne

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