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I vini bianchi macerati sono una tipologia di vini, prodotti con uve bianche, molto diversa dai vini bianchi “moderni”, ed acquisiscono una tonalità intensa, spesso tendente all'"orange". 

Come esistono i rossi, i bianchi, gli spumanti, i passiti e i rosati, così esistono anche vini bianchi fermentati e affinati sulle bucce, che rientrano in una categoria produttiva sostanzialmente diversa rispetto alle altre, più conosciute.
Questa categoria viene spesso definita con un nome differente: in italiano è, per l'appunto, quella dei vini bianchi macerati, che corrisponde all'inglese orange wines.

I vini bianchi macerati sono prodotti con la tecnica della VINIFICAZIONE IN ROSSO, cioè quella normalmente usata per la vinificazione delle uve rosse. In questo senso, si può affermare che i vini bianchi macerati assomigliano più ai vini rossi che ai vini bianchi “moderni”, proprio per la tecnica di vinificazione utilizzata nella loro produzione.
La macerazione consiste, infatti, nel fermentare le uve con tutte le bucce e i vinaccioli, che vengono mantenuti a contatto con il mosto durante la fermentazione alcolica, ma spesso anche dopo che questa è terminata, per periodi che vanno da qualche giorno a diverse settimane: in questo modo, il vino assorbe dalla buccia dell'uva e dai vinaccioli le sostanze che in essi sono contenute.

Alcune di queste sostanze sono:
FLAVONOIDI: responsabili del colore della buccia. Nel caso delle uve bianche, i flavonoidi hanno una dominanza giallo-arancio, mentre nel caso delle uve rosse hanno una dominanza rosso-bluastra (in questo caso, infatti, ci troviamo in presenza di una specifica categoria di flavonoidi, conosciuta con il nome di antociani, responsabili del colore rosso del vino). I flavonoidi sono sostanze potentemente antiossidanti, che hanno la capacità di proteggere il vino nelle fasi di affinamento e di maturazione;
TANNINI: sono composti fenolici che si trovano nella buccia e nei vinaccioli dell’uva, sia bianca che rossa. La funzione principale dei tannini è quella conservante, proteggendo il vino e assicurandone la longevità; 
TERPENI ed altre sostanze aromatiche: influenzano i profumi del vino. Questi composti possono generare fragranze molto gradevoli di rosa, tiglio, limone, arancio e  molti altri, e sono assolutamente indispensabili per la formazione del profumo di vini aromatici quali lo Zibibbo o il Gewürztraminer. Esempi di terpeni sono il linalolo, il nerolo, il geraniolo, il citronellolo, il mentolo, etc.

I vini bianchi macerati presentano:
• un COLORE molto intenso, che spesso vira verso il giallo oro, l’ambra o l’arancio;
• un SAPORE molto deciso per la presenza di tannini;
• un PROFUMO ricco, ampio e persistente grazie alle numerose sostanze aromatiche estratte.

Queste caratteristiche rendono i vini bianchi macerati molto particolari: essi sono generalmente molto complessi, e come tutti i vini complessi non sempre di beva immediata. Sono adatti all’abbinamento con piatti strutturati e robusti, sia di pesce che di carni bianche, e con formaggi di media e lunga stagionatura.
Molto importante è la temperatura di servizio, che deve essere intorno ai 14 gradi, ovvero fresca ma assolutamente non fredda, per ammorbidire la percezione tannica ed esaltare le caratteristiche complessità dei profumi.

In azienda produco tre vini bianchi macerati: Ammàno, Arèmi e Coste al Vento.
Sono vini molto piacevoli e complessi, di straordinaria intensità e capaci di un lungo affinamento in bottiglia. Proprio per le caratteristiche di stabilità e longevità derivanti dalla tecnica di fermentazione ed affinamento utilizzata, questi vini non vengono chiarificati e non sono filtrati e possono presentare dei residui sul fondo della bottiglia, che non alterano, ma anzi esaltano, le loro caratteristiche organolettiche.
Per apprezzarli al meglio, vi suggerisco di servirli ad una temperatura fresca ma non eccessivamente fredda e di stapparli qualche tempo prima del servizio. 
 

Tags: vinificazione, grillo, zibibbo, Coste al Vento, Ammàno, orange wines, vini bianchi macerati, infografica

ALBAMARINA IN BREVE

ALBAMARINA IN BREVE

Vitigno: Grillo, Vigne del Pozzo
Suolo: argilloso, fertile e profondo, ricco di minerali, quasi totale assenza di scheletro
Vigneto: impianto 2017, allevamento a controspalliera, Guyot
Vinificazione: macerazione sulle bucce per 4 giorni, imbottigliamento manuale in corso di fermentazione
Fermentazione alcolica: spontanea, con lieviti selvaggi; inizia in acciaio e si completa in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica
Fermentazione malolattica: spontanea, completamente svolta
Affinamento: in bottiglia sui sedimenti fino al momento della stappatura
Produzione media: circa 2.000 bottiglie/anno

Scarica la scheda tecnica

VINIFICAZIONE

Alba marina è un vino frizzante ottenuto secondo il metodo ancestrale.
Le uve sono coltivate in Tenuta Belicello secondo i principi dell'agricoltura biodinamica.

Il Grillo viene raccolto alla fine di Agosto, in anticipo rispetto alla piena maturazione, per preservare la sua naturale acidità e gli aromi più freschi ed intensi tipici del vitigno.
Dopo la vendemmia le uve sono portate in cantina, immediatamente diraspate ed avviate alla fermentazione spontanea in anfora. Le bucce rimangono a contatto con il mosto per circa 4 giorni. Dopo la pressatura soffice, il mosto continua a fermentare in acciaio ad una temperatura di circa 20-22 °C per un'altra settimana. 
Non appena raggiunti 9-12 grammi di zuccheri residui, il vino viene imbottigliato in coda di fermentazione, che termina in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica.

Per consentire lo svolgimento completo della fermentazione in bottiglia non vengono aggiunti solfiti né alcun altro additivo enologico.
Nessun controllo è ovviamente possibile dopo l'imbottigliamento: ogni bottiglia potrebbe essere diversa dalle altre, poiché ciascuna fermentazione termina per conto suo, e ciascuna bottiglia è, potenzialmente, una sorpresa :) 

ABBINAMENTI

Alba marina non è sboccato, quindi tutto il sedimento è presente in bottiglia.

Grazie alla fermentazione spontanea e all’affinamento sui lieviti, rivela un corredo aromatico intenso e molto particolare: ha un colore giallo dorato intenso, molto velato perché ancora sui suoi lieviti. La spuma è lieve, caratterizzata da bollicine molto piccole ma persistenti, dovute alla fermentazione avvenuta con metodo ancestrale. Il naso è fragrante, di frutta gialla ed erbe mediterranee, con un intenso finale di crosta di pane. La bocca è snella, morbida e sapida.

Si abbina con aperitivi e antipasti di pesce, crostacei e conchiglie crude, affettati e affumicati di mare.


TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8 - 10 °C
Lo si può bere "cloudy", ossia con i suoi lieviti, facendo attenzione a non agitare troppo la bottiglia e a lasciare sul fondo i residui più spessi, oppure si può procedere alla sboccatura se si preferisce un sapore più pulito e diretto. Per facilitare la sboccatura, la bottiglia va tenuta un paio di giorni in frigo, in posizione capovolta, per consentire ai sedimenti di raccogliersi nel collo della bottiglia.

 

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