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Laboratorio di socialmedia per le aziende vinicole
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Dalla commercializzazione tradizionale alla social presence: come tradurre la reputazione online in "social money".

Che io sia fissata con comunicazione e social media non è un segreto.
Ho iniziato ad esplorare questo mondo per me molto affascinante verso la fine del 2008, registrando dapprima un profilo privato (e parecchio blindato, all’inizio) su Facebook per puro passatempo, e poi continuando a pasticciare con Twitter ed altri social networks e canali di comunicazione on-line con l’obiettivo di integrare le loro funzionalità con quelle offerte dall’interazione off-line.
Poco più di un anno fa - e sembra un secolo - quasi per caso ho incrociato il mio primo cliente 100% social (ne ho parlato qui) e davvero mi si è spalancato l'universo.

Piccoli passi, timidi dapprima, poi sempre più decisi ad esplorare le moltissime opportunità offerte dalla rete, con un’ipotesi da verificare: se sia davvero possibile passare dalle chiacchiere alla vendita. Un po’ come ti succede nella vita vera, quando salti su un aereo per andare ad incontrare un cliente a diecimila chilometri di distanza per presentargli i vini, ma senza muoverti fisicamente dall’ufficio, oppure (piuttosto) mentre nella vita vera stai facendo qualcos’altro, o mentre sei altrove.

All’inizio non ci credevo nemmeno io, però, obiettivamente, i primi risultati hanno cominciato ad arrivare.
E quando ho tirato le somme ho visto che i numeri sono positivi, e anche parecchio incoraggianti. Ho ripercorso i miei passi all’incontrario, cercando di capire cosa abbia funzionato, cosa funzioni meno e cosa invece proprio no. E cosa potrei, dovrei fare affinché tutto questo mio agitarmi sui social networks sia di utilità per l’azienda che è fatta non di chiacchiere, ma di vigne, di vini, di persone e di tantissimo lavoro off-line.

Ne ho parlato a Terroirvino la scorsa settimana con la presentazione che ho pubblicato su slideshare e che ri-posto qui, sperando possa essere di qualche utilità ad altri che, come me, stanno muovendo i primi passi. E se magari avete critiche, o suggerimenti, saranno molto ma molto benvenuti, perché questo è solo l’inizio di un cammino e la strada da percorrere è lunghissima ed affascinante.

Buona visione!

 

Tags: social networks, comunicazione del vino, social presence, Terroirvino

ALBAMARINA IN BREVE

ALBAMARINA IN BREVE

Vitigno: Grillo, Vigne del Pozzo
Suolo: argilloso, fertile e profondo, ricco di minerali, quasi totale assenza di scheletro
Vigneto: impianto 2017, allevamento a controspalliera, Guyot
Vinificazione: macerazione sulle bucce per 4 giorni, imbottigliamento manuale in corso di fermentazione
Fermentazione alcolica: spontanea, con lieviti selvaggi; inizia in acciaio e si completa in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica
Fermentazione malolattica: spontanea, completamente svolta
Affinamento: in bottiglia sui sedimenti fino al momento della stappatura
Produzione media: circa 2.000 bottiglie/anno

Scarica la scheda tecnica

VINIFICAZIONE

Alba marina è un vino frizzante ottenuto secondo il metodo ancestrale.
Le uve sono coltivate in Tenuta Belicello secondo i principi dell'agricoltura biodinamica.

Il Grillo viene raccolto alla fine di Agosto, in anticipo rispetto alla piena maturazione, per preservare la sua naturale acidità e gli aromi più freschi ed intensi tipici del vitigno.
Dopo la vendemmia le uve sono portate in cantina, immediatamente diraspate ed avviate alla fermentazione spontanea in anfora. Le bucce rimangono a contatto con il mosto per circa 4 giorni. Dopo la pressatura soffice, il mosto continua a fermentare in acciaio ad una temperatura di circa 20-22 °C per un'altra settimana. 
Non appena raggiunti 9-12 grammi di zuccheri residui, il vino viene imbottigliato in coda di fermentazione, che termina in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica.

Per consentire lo svolgimento completo della fermentazione in bottiglia non vengono aggiunti solfiti né alcun altro additivo enologico.
Nessun controllo è ovviamente possibile dopo l'imbottigliamento: ogni bottiglia potrebbe essere diversa dalle altre, poiché ciascuna fermentazione termina per conto suo, e ciascuna bottiglia è, potenzialmente, una sorpresa :) 

ABBINAMENTI

Alba marina non è sboccato, quindi tutto il sedimento è presente in bottiglia.

Grazie alla fermentazione spontanea e all’affinamento sui lieviti, rivela un corredo aromatico intenso e molto particolare: ha un colore giallo dorato intenso, molto velato perché ancora sui suoi lieviti. La spuma è lieve, caratterizzata da bollicine molto piccole ma persistenti, dovute alla fermentazione avvenuta con metodo ancestrale. Il naso è fragrante, di frutta gialla ed erbe mediterranee, con un intenso finale di crosta di pane. La bocca è snella, morbida e sapida.

Si abbina con aperitivi e antipasti di pesce, crostacei e conchiglie crude, affettati e affumicati di mare.


TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8 - 10 °C
Lo si può bere "cloudy", ossia con i suoi lieviti, facendo attenzione a non agitare troppo la bottiglia e a lasciare sul fondo i residui più spessi, oppure si può procedere alla sboccatura se si preferisce un sapore più pulito e diretto. Per facilitare la sboccatura, la bottiglia va tenuta un paio di giorni in frigo, in posizione capovolta, per consentire ai sedimenti di raccogliersi nel collo della bottiglia.

 

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