EASY MENFI

TIVITTI
LA BAMBINA
LUCORI
NOTRIX
RIVEDIBILE

TERROIR

Dietro le Case
Coste al Vento
Arèmi
FuoriZona
Microcosmo

FATTI A MANO

AMMANO
CIATU
ALBAMARINA
NINARE

TRADIZIONE

ALTRIMENTI
CODA DELLA FOCE
AZIMUT
LA VOTA
00segnaposto
Pablo a spasso fra le vigne a Belicello
Pin It

Valutare la maturazione fenolica delle uve è più importante delle sole analisi tecniche: io faccio così.

Cammino per le vigne con Pablo, che mi accompagna eccitatissimo: è la nostra prima uscita ufficiale di pre-vendemmia 2013, importante perché inizierò a farmi un’idea più precisa dello stato di maturazione delle uve.
La scorsa settimana avevo già fatto un giro di perlustrazione con mia madre.

E' lei che si occupa delle vigne per tutto l’inverno, quando io sono impegnata in viaggi, degustazioni, travasi, imbottigliamenti, ed è sempre molto orgogliosa di “consegnarmi” le uve, a fine invaiatura, in forma perfetta.
Anche quest’anno sono felice del suo splendido lavoro: grappoli sanissimi, che è la cosa principale e mai scontata, e piante ben equilibrate.
La prima impressione è che i tempi saranno pressappoco quelli dell’anno scorso: forse siamo un pelo in ritardo sull’anticipo che ormai da diverse stagioni caratterizza la vendemmia, ma tutto può cambiare nel giro di qualche giorno, in funzione dell’andamento delle temperature.

Porto con me, per scrupolo, il rifrattometro, che uso di tanto in tanto per un controllo approssimativo del grado zuccherino, ma in realtà mi concentro di più su quello che vedo, che sento, che tocco. Perché la maturazione è sì un fatto tecnologico, misurabile con analisi specifiche, ma soprattutto una manifestazione fisiologica delle viti e dei frutti, e si può valutare meglio con i sensi.

Andiamo con ordine, cominciando dallo Chardonnay, che matura per primo.

Per prima cosa controllo la lignificazione del raspo, che è un ottimo indicatore: diciamo che un centimetro di legno all’attaccatura del grappolo, dove prima c’era solo il verde, è uno dei segnali di una maturazione completa. Qui siamo, evidentemente, sulla buona strada.

In seconda battuta guardo l’appassimento delle foglie basali, che è sì il sintomo di uno stress idrico, cosa abbastanza normale qui in Sicilia, ma anche uno dei campanelli più importanti da tenere sotto controllo in questa fase.
L’acqua va dosata con grande attenzione: è indispensabile per consentire alla vite il normale nutrimento dei grappoli e un sano metabolismo, ma in quantità eccessive può compromettere la qualità delle uve.

La mia scelta di quest’anno sarà, probabilmente, brevi irrigazioni a goccia solo notturne prima che la pianta vada in stress, cosicché abbia il tempo di metabolizzare l’acqua prima di andare in blocco di maturazione.

Infine stacco un chicco dal grappolo: la buccia è già morbida ed elastica, ma oppone ancora un po’ di resistenza. Il sapore è delizioso: lo zucchero è percettibile, ma l’acidità è evidente. Il rifrattometro mi conferma le sensazioni: 14-15 gradi Babo, con qualche punta sui 18 nei grappoli più esterni. Il vinacciolo è già bruno, e scrocchia sotto i denti.

Una settimana, forse dieci giorni, e saremo pronti per la vendemmia.

 

Lignificazione del tralcio
Lignificazione del tralcio
Appassimento delle foglie basali
Appassimento delle foglie basali
Acini e vinaccioli quasi maturi
Acini e vinaccioli quasi maturi

 

Tags: vendemmia, vendemmia in Sicilia, maturazione, maturazione fenolica

ALBAMARINA IN BREVE

ALBAMARINA IN BREVE

Vitigno: Grillo, Vigne del Pozzo
Suolo: argilloso, fertile e profondo, ricco di minerali, quasi totale assenza di scheletro
Vigneto: impianto 2017, allevamento a controspalliera, Guyot
Vinificazione: macerazione sulle bucce per 4 giorni, imbottigliamento manuale in corso di fermentazione
Fermentazione alcolica: spontanea, con lieviti selvaggi; inizia in acciaio e si completa in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica
Fermentazione malolattica: spontanea, completamente svolta
Affinamento: in bottiglia sui sedimenti fino al momento della stappatura
Produzione media: circa 2.000 bottiglie/anno

Scarica la scheda tecnica

VINIFICAZIONE

Alba marina è un vino frizzante ottenuto secondo il metodo ancestrale.
Le uve sono coltivate in Tenuta Belicello secondo i principi dell'agricoltura biodinamica.

Il Grillo viene raccolto alla fine di Agosto, in anticipo rispetto alla piena maturazione, per preservare la sua naturale acidità e gli aromi più freschi ed intensi tipici del vitigno.
Dopo la vendemmia le uve sono portate in cantina, immediatamente diraspate ed avviate alla fermentazione spontanea in anfora. Le bucce rimangono a contatto con il mosto per circa 4 giorni. Dopo la pressatura soffice, il mosto continua a fermentare in acciaio ad una temperatura di circa 20-22 °C per un'altra settimana. 
Non appena raggiunti 9-12 grammi di zuccheri residui, il vino viene imbottigliato in coda di fermentazione, che termina in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica.

Per consentire lo svolgimento completo della fermentazione in bottiglia non vengono aggiunti solfiti né alcun altro additivo enologico.
Nessun controllo è ovviamente possibile dopo l'imbottigliamento: ogni bottiglia potrebbe essere diversa dalle altre, poiché ciascuna fermentazione termina per conto suo, e ciascuna bottiglia è, potenzialmente, una sorpresa :) 

ABBINAMENTI

Alba marina non è sboccato, quindi tutto il sedimento è presente in bottiglia.

Grazie alla fermentazione spontanea e all’affinamento sui lieviti, rivela un corredo aromatico intenso e molto particolare: ha un colore giallo dorato intenso, molto velato perché ancora sui suoi lieviti. La spuma è lieve, caratterizzata da bollicine molto piccole ma persistenti, dovute alla fermentazione avvenuta con metodo ancestrale. Il naso è fragrante, di frutta gialla ed erbe mediterranee, con un intenso finale di crosta di pane. La bocca è snella, morbida e sapida.

Si abbina con aperitivi e antipasti di pesce, crostacei e conchiglie crude, affettati e affumicati di mare.


TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8 - 10 °C
Lo si può bere "cloudy", ossia con i suoi lieviti, facendo attenzione a non agitare troppo la bottiglia e a lasciare sul fondo i residui più spessi, oppure si può procedere alla sboccatura se si preferisce un sapore più pulito e diretto. Per facilitare la sboccatura, la bottiglia va tenuta un paio di giorni in frigo, in posizione capovolta, per consentire ai sedimenti di raccogliersi nel collo della bottiglia.

 

Questo sito utilizza i cookies, anche di terze parti, per offrirti il miglior servizio possibile in base alle tue preferenze.
Nell’informativa estesa puoi prendere visione della nostra privacy policy e conoscere come disabilitare l’uso dei cookies; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.