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Perriconi e Pignatelli #1
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Il 22 Giugno 2015 si è tenuta a Genova, in occasione di Terroirvino, la prima degustazione "mondiale" di Perriconi e Pignatelli: sei vini, sei produttori, un obiettivo comune.

I siciliani hanno una loro personale visione del mondo: c’è la Sicilia, che è Terra, ci sono le Isole – Egadi, Pelagie, Eolie – e poi c’è il Continente, che comincia a Reggio Calabria e finisce in India o in Cina, o anche più in là.

Quindi, quando il 22 giugno scorso io e Marco Sferlazzo siamo andati a Genova a presentare “Perriconi e Pignatelli”, dal punto di vista di un siciliano questa degustazione poteva ben essere definita “mondiale”, o quanto meno continentale… e con questo spirito infatti l'abbiamo raccontata ai venticinque intrepidi che ci hanno accompagnati in questo viaggio alla scoperta di uno dei vitigni più rari della Sicilia.

E’ stata la prima volta che sei produttori di un certo tipo si sono presentati insieme a fare una cosa del genere: produttori di un certo tipo, ossia del tipo "piccolini", che stanno dietro a tutto personalmente, dalla campagna alla cantina alle PR, e spesso anche alle consegne e all’attività commerciale. Produttori che lavorano artigianalmente poche bottiglie, e spesso non ne hanno da “spendere” in eventi, fiere e promozione; che raramente si affidano a consulenti, ma curano i vini con le proprie mani e coltivano la propria vigna da sé.

Produttori che hanno deciso di investire su un vitigno antico che sta scomparendo, ma che rappresenta l’identità profonda della Sicilia Occidentale e per questo merita attenzione e considerazione.

Trasmettere questo a chi ha partecipato, ma soprattutto trasmettere la passione di chi produce Perricone, la grande qualità che questo vitigno riesce ad esprimere, l’impegno di tutti noi nella valorizzazione dei terroir che lo ospitano è stato per me un onore.
E ringrazio i miei colleghi Fabio, Renato Josephine e Sebastiano, Francesco, Nino e soprattutto Marco, che ha voluto condividere con me la responsabilità di rappresentare, per una volta uniti, la nostra Terra straordinaria.

 

Tags: perricone, pignatello, Terroirvino

ALBAMARINA IN BREVE

ALBAMARINA IN BREVE

Vitigno: Grillo, Vigne del Pozzo
Suolo: argilloso, fertile e profondo, ricco di minerali, quasi totale assenza di scheletro
Vigneto: impianto 2017, allevamento a controspalliera, Guyot
Vinificazione: macerazione sulle bucce per 4 giorni, imbottigliamento manuale in corso di fermentazione
Fermentazione alcolica: spontanea, con lieviti selvaggi; inizia in acciaio e si completa in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica
Fermentazione malolattica: spontanea, completamente svolta
Affinamento: in bottiglia sui sedimenti fino al momento della stappatura
Produzione media: circa 2.000 bottiglie/anno

Scarica la scheda tecnica

VINIFICAZIONE

Alba marina è un vino frizzante ottenuto secondo il metodo ancestrale.
Le uve sono coltivate in Tenuta Belicello secondo i principi dell'agricoltura biodinamica.

Il Grillo viene raccolto alla fine di Agosto, in anticipo rispetto alla piena maturazione, per preservare la sua naturale acidità e gli aromi più freschi ed intensi tipici del vitigno.
Dopo la vendemmia le uve sono portate in cantina, immediatamente diraspate ed avviate alla fermentazione spontanea in anfora. Le bucce rimangono a contatto con il mosto per circa 4 giorni. Dopo la pressatura soffice, il mosto continua a fermentare in acciaio ad una temperatura di circa 20-22 °C per un'altra settimana. 
Non appena raggiunti 9-12 grammi di zuccheri residui, il vino viene imbottigliato in coda di fermentazione, che termina in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica.

Per consentire lo svolgimento completo della fermentazione in bottiglia non vengono aggiunti solfiti né alcun altro additivo enologico.
Nessun controllo è ovviamente possibile dopo l'imbottigliamento: ogni bottiglia potrebbe essere diversa dalle altre, poiché ciascuna fermentazione termina per conto suo, e ciascuna bottiglia è, potenzialmente, una sorpresa :) 

ABBINAMENTI

Alba marina non è sboccato, quindi tutto il sedimento è presente in bottiglia.

Grazie alla fermentazione spontanea e all’affinamento sui lieviti, rivela un corredo aromatico intenso e molto particolare: ha un colore giallo dorato intenso, molto velato perché ancora sui suoi lieviti. La spuma è lieve, caratterizzata da bollicine molto piccole ma persistenti, dovute alla fermentazione avvenuta con metodo ancestrale. Il naso è fragrante, di frutta gialla ed erbe mediterranee, con un intenso finale di crosta di pane. La bocca è snella, morbida e sapida.

Si abbina con aperitivi e antipasti di pesce, crostacei e conchiglie crude, affettati e affumicati di mare.


TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8 - 10 °C
Lo si può bere "cloudy", ossia con i suoi lieviti, facendo attenzione a non agitare troppo la bottiglia e a lasciare sul fondo i residui più spessi, oppure si può procedere alla sboccatura se si preferisce un sapore più pulito e diretto. Per facilitare la sboccatura, la bottiglia va tenuta un paio di giorni in frigo, in posizione capovolta, per consentire ai sedimenti di raccogliersi nel collo della bottiglia.

 

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