EASY MENFI

TIVITTI
LA BAMBINA
LUCORI
NOTRIX
RIVEDIBILE

TERROIR

Dietro le Case
Coste al Vento
Arèmi
FuoriZona
Microcosmo

FATTI A MANO

AMMANO
CIATU
ALBAMARINA
NINARE

TRADIZIONE

ALTRIMENTI
CODA DELLA FOCE
AZIMUT
LA VOTA
00segnaposto
Pin It

Il Rapporto 2023 pubblicato dall'Osservatorio sulla DOC Menfi parla chiaro: Menfi è ormai la quinta "piccola" DOC siciliana per numero di bottiglie prodotte.

Presentato in occasione di “Inycon e le sue Contrade", il Rapporto parla di una crescita costante della DOC Menfi sia in termini di vino certificato, sia di numero di bottiglie prodotte, e di una consolidata rilevanza del territorio fra le aree viticole più interessanti della nostra Regione.

 

 

Questi i dati più rilevanti del Rapporto 2023.

 

PATRIMONIO AMPELOGRAFICO

Menfi è da sempre un territorio di sperimentazione viticola, con diverse decine di vitigni coltivati su una superficie di circa 3.600 ettari, di cui 455 iscritti al Registro delle DOC (Menfi e Sicilia), e 3.127 destinati alla produzione di uve per vini IGT e generici.

Oltre la metà dei vigneti ospita varietà internazionali, che spaziano dai classici Chardonnay, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon a tipologie meno diffuse come il Petit Manseng, il Tannat, lo Chenin Blanc.

Buona rappresentanza anche per diversi vitigni italiani, alcuni dei quali (come Pinot Grigio o Vermentino) vengono utilizzati prevalentemente per la realizzazione di vini sfusi che vengono “esportati” nelle Regioni a cui storicamente appartengono; altri sono utilizzati in taglio per la realizzazione di vini generici o IGT.

I vitigni autoctoni più diffusi sono il Grecanico Dorato, i Catarratti (comune e lucido), il Nero d’Avola e l’Inzolia, ma in alcune contrade troviamo anche varietà che appartengono storicamente ad altre aree della Sicilia come il Carricante, il Nerello Mascalese e il Frappato.

Vitigni coltivati nella DOC Menfi 2023

 

DATI SULLA PRODUZIONE

Nonostante l’estensione complessiva dei vigneti di Menfi sia molto rilevante, la superficie annua media rivendicata a DOC dai viticoltori dal 2015 al 2022 è di 185 ettari. Di conseguenza, anche la produzione di uve a denominazione rappresenta solo una piccola parte del potenziale viticolo del territorio.

Queste oscillazioni riflettono solo in parte la positiva evoluzione della produzione complessiva di vino, che appare in aumento costante da almeno 10 anni e pone la DOC Menfi al quinto posto fra le denominazioni siciliane cosiddette “minori” per ettolitri di vino certificato.

DOC siciliane 2022 bottiglie prodotte

Dall’analisi dei dati relativi all’andamento della produzione nel corso dell’ultimo decennio si evidenzia un costante incremento della quantità di vino a denominazione prodotto nel territorio, sia in termini di numero di certificati DOC Menfi emessi, sia di numero delle bottiglie complessivamente prodotte, che hanno superato nel 2022 le 608.000 unità.

Le tipologie maggiormente utilizzate dai produttori riguardano vini bianchi, con o senza menzione di vitigno. Fra di essi, lo Chardonnay rappresenta oltre il 40%, seguito da Grillo e Fiano, ciascuno poco sopra l’8%. Fra i rossi, il Syrah e il Nero d’Avola (nelle due tipologie di vino d’annata e Riserva) si attestano appena sotto il 5%, mentre la tipologia Rosato raggiunge appena l’1% delle bottiglie prodotte. 

 Vino imbottigliato DOC Menfi 2023

Tags: Menfi DOC, Menfi, Osservatorio DOC Menfi

ALBAMARINA IN BREVE

ALBAMARINA IN BREVE

Vitigno: Grillo, Vigne del Pozzo
Suolo: argilloso, fertile e profondo, ricco di minerali, quasi totale assenza di scheletro
Vigneto: impianto 2017, allevamento a controspalliera, Guyot
Vinificazione: macerazione sulle bucce per 4 giorni, imbottigliamento manuale in corso di fermentazione
Fermentazione alcolica: spontanea, con lieviti selvaggi; inizia in acciaio e si completa in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica
Fermentazione malolattica: spontanea, completamente svolta
Affinamento: in bottiglia sui sedimenti fino al momento della stappatura
Produzione media: circa 2.000 bottiglie/anno

Scarica la scheda tecnica

VINIFICAZIONE

Alba marina è un vino frizzante ottenuto secondo il metodo ancestrale.
Le uve sono coltivate in Tenuta Belicello secondo i principi dell'agricoltura biodinamica.

Il Grillo viene raccolto alla fine di Agosto, in anticipo rispetto alla piena maturazione, per preservare la sua naturale acidità e gli aromi più freschi ed intensi tipici del vitigno.
Dopo la vendemmia le uve sono portate in cantina, immediatamente diraspate ed avviate alla fermentazione spontanea in anfora. Le bucce rimangono a contatto con il mosto per circa 4 giorni. Dopo la pressatura soffice, il mosto continua a fermentare in acciaio ad una temperatura di circa 20-22 °C per un'altra settimana. 
Non appena raggiunti 9-12 grammi di zuccheri residui, il vino viene imbottigliato in coda di fermentazione, che termina in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica.

Per consentire lo svolgimento completo della fermentazione in bottiglia non vengono aggiunti solfiti né alcun altro additivo enologico.
Nessun controllo è ovviamente possibile dopo l'imbottigliamento: ogni bottiglia potrebbe essere diversa dalle altre, poiché ciascuna fermentazione termina per conto suo, e ciascuna bottiglia è, potenzialmente, una sorpresa :) 

ABBINAMENTI

Alba marina non è sboccato, quindi tutto il sedimento è presente in bottiglia.

Grazie alla fermentazione spontanea e all’affinamento sui lieviti, rivela un corredo aromatico intenso e molto particolare: ha un colore giallo dorato intenso, molto velato perché ancora sui suoi lieviti. La spuma è lieve, caratterizzata da bollicine molto piccole ma persistenti, dovute alla fermentazione avvenuta con metodo ancestrale. Il naso è fragrante, di frutta gialla ed erbe mediterranee, con un intenso finale di crosta di pane. La bocca è snella, morbida e sapida.

Si abbina con aperitivi e antipasti di pesce, crostacei e conchiglie crude, affettati e affumicati di mare.


TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8 - 10 °C
Lo si può bere "cloudy", ossia con i suoi lieviti, facendo attenzione a non agitare troppo la bottiglia e a lasciare sul fondo i residui più spessi, oppure si può procedere alla sboccatura se si preferisce un sapore più pulito e diretto. Per facilitare la sboccatura, la bottiglia va tenuta un paio di giorni in frigo, in posizione capovolta, per consentire ai sedimenti di raccogliersi nel collo della bottiglia.

 

Questo sito utilizza i cookies, anche di terze parti, per offrirti il miglior servizio possibile in base alle tue preferenze.
Nell’informativa estesa puoi prendere visione della nostra privacy policy e conoscere come disabilitare l’uso dei cookies; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.