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Dal punto di vista del marketing, la bottiglia e l’etichetta sono i materiali di confezionamento che maggiormente incidono sulla percezione del vino da parte del consumatore.

Come mostrano numerose ricerche scientifiche nel campo della neuroergonomia sensoriale, le persone attribuiscono un valore maggiore alle bottiglie più pesanti, credendo che contengano un liquido più pregiato (si veda il bel libro di Eleonora Buiatti, Forma Mentis). Di conseguenza, è molto frequente che le aziende vinicole utilizzino bottiglie molto “importanti” per i loro vini di punta, o per quelli destinati ad essere di traino per alcune linee di prodotto.

Tuttavia, questa pratica è difficilmente sostenibile: diversi studi dell’Università di Siena (citati qui da Donatella Cinelli Colombini e qui da Wine Surf) mostrano come la carbon footprint di una bottiglia sia praticamente pari al suo peso: ossia, ad ogni grammo di vetro prodotto si disperde nell’ambiente un peso quasi equivalente di CO₂.

Inoltre, maggiore è il peso della bottiglia, maggiore è il peso che dovrà essere trasportato per far arrivare quella bottiglia a destinazione, quindi ancora maggiori saranno le emissioni legate al trasporto.

La soluzione?
Dal mio punto di vista, il vetro è certamente il materiale migliore per conservare il vino: è inerte, ossia non interferisce con la composizione chimica né fisica del vino nemmeno nel lungo periodo, può essere facilmente sterilizzato, è riutilizzabile e riciclabile praticamente all’infinito. Ridurne però il peso, e di conseguenza le emissioni nell’ambiente, è un imperativo categorico.

Il nostro percorso verso la sostenibilità non solo della produzione, ma anche delle fasi successive – ossia della commercializzazione del prodotto – va proprio in questa direzione [articolo aggiornato nel dicembre 2020].

Nel 2012 abbiamo iniziato a ridurre il peso delle bottiglie della "Linea Classica” da 600 a 450 grammi, e nel 2016 lo abbiamo ulteriormente ridotto, passando da 450 a 360 grammi.
Quasi contemporaneamente, abbiamo iniziato ad imbottigliare anche i vini della "Linea Crus” in contenitori più leggeri, passando da una bordolese golia da 750 grammi ad una di 600. Oggi, per i crus che continuano ad utilizzare questo formato, il peso della bottiglia è di 480 grammi.
Nel 2014 abbiamo sperimentato una borgognotta da 550 grammi per Ammàno e Ciàtu, alla quale sono passati anche altri vini della "Linea Crus” (il Grillo Coste al Vento e il Microcosmo che prima stavano nella bordolese, ad esempio) con un taglio alle emissioni del 27%. Dal 2018 anche la nostra borgognotta è diventata più leggera, ed oggi pesa solo 400 grammi.

 

Infografica viticoltura sostenibile

>>> Qui potete scaricare
l'infografica che riepiloga
le nostre principali scelte
di sostenibilità

 

In questo passaggio abbiamo dovuto affrontare molte resistenze, soprattutto da parte della ristorazione: le obiezioni che abbiamo riscontrato più di frequente riguardano proprio l’immagine del vino, che (a parere di molti) viene mortificata da una bottiglia leggera, più bassa del solito e dal vetro più sottile.

 

Personalmente credo che i benefici per la collettività siano talmente superiori al presunto “danno di immagine” che non mi sono proprio posta il problema di ritornare indietro sulle mie decisioni.
Credo anche che sia giunto il tempo per i produttori di lavorare ad una nuova “estetica del vino”, che ci permetta di comunicare serenamente ai nostri clienti che ciò che conta davvero sta dentro alla bottiglia, non fuori.

 

Tags: marketing del vino, sostenibilità, carbon footprint

ALBAMARINA IN BREVE

ALBAMARINA IN BREVE

Vitigno: Grillo, Vigne del Pozzo
Suolo: argilloso, fertile e profondo, ricco di minerali, quasi totale assenza di scheletro
Vigneto: impianto 2017, allevamento a controspalliera, Guyot
Vinificazione: macerazione sulle bucce per 4 giorni, imbottigliamento manuale in corso di fermentazione
Fermentazione alcolica: spontanea, con lieviti selvaggi; inizia in acciaio e si completa in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica
Fermentazione malolattica: spontanea, completamente svolta
Affinamento: in bottiglia sui sedimenti fino al momento della stappatura
Produzione media: circa 2.000 bottiglie/anno

Scarica la scheda tecnica

VINIFICAZIONE

Alba marina è un vino frizzante ottenuto secondo il metodo ancestrale.
Le uve sono coltivate in Tenuta Belicello secondo i principi dell'agricoltura biodinamica.

Il Grillo viene raccolto alla fine di Agosto, in anticipo rispetto alla piena maturazione, per preservare la sua naturale acidità e gli aromi più freschi ed intensi tipici del vitigno.
Dopo la vendemmia le uve sono portate in cantina, immediatamente diraspate ed avviate alla fermentazione spontanea in anfora. Le bucce rimangono a contatto con il mosto per circa 4 giorni. Dopo la pressatura soffice, il mosto continua a fermentare in acciaio ad una temperatura di circa 20-22 °C per un'altra settimana. 
Non appena raggiunti 9-12 grammi di zuccheri residui, il vino viene imbottigliato in coda di fermentazione, che termina in bottiglia con la produzione naturale di anidride carbonica.

Per consentire lo svolgimento completo della fermentazione in bottiglia non vengono aggiunti solfiti né alcun altro additivo enologico.
Nessun controllo è ovviamente possibile dopo l'imbottigliamento: ogni bottiglia potrebbe essere diversa dalle altre, poiché ciascuna fermentazione termina per conto suo, e ciascuna bottiglia è, potenzialmente, una sorpresa :) 

ABBINAMENTI

Alba marina non è sboccato, quindi tutto il sedimento è presente in bottiglia.

Grazie alla fermentazione spontanea e all’affinamento sui lieviti, rivela un corredo aromatico intenso e molto particolare: ha un colore giallo dorato intenso, molto velato perché ancora sui suoi lieviti. La spuma è lieve, caratterizzata da bollicine molto piccole ma persistenti, dovute alla fermentazione avvenuta con metodo ancestrale. Il naso è fragrante, di frutta gialla ed erbe mediterranee, con un intenso finale di crosta di pane. La bocca è snella, morbida e sapida.

Si abbina con aperitivi e antipasti di pesce, crostacei e conchiglie crude, affettati e affumicati di mare.


TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8 - 10 °C
Lo si può bere "cloudy", ossia con i suoi lieviti, facendo attenzione a non agitare troppo la bottiglia e a lasciare sul fondo i residui più spessi, oppure si può procedere alla sboccatura se si preferisce un sapore più pulito e diretto. Per facilitare la sboccatura, la bottiglia va tenuta un paio di giorni in frigo, in posizione capovolta, per consentire ai sedimenti di raccogliersi nel collo della bottiglia.

 

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