Il cambiamento climatico e quello che tutti noi produttori di vino possiamo fare

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Le voci di spesa più rilevanti e a maggiore impatto ambientale per la gran parte – se non per la totalità - dei produttori di vino sono due: trasporti ed energia elettrica. Se ridurre l’impatto ambientale dei trasporti può essere complesso, fare scelte sostenibili dal punto di vista energetico è, invece, facilissimo. Una cosa da fare subito, tutti, immediatamente.

Il peso dei trasporti sul bilancio di un’azienda vinicola è molto elevato, sia dal punto di vista meramente finanziario che sotto il profilo ambientale, e ridurne l’impatto non è affatto semplice. La mia azienda si trova a Menfi, distante dai mercati sia per l’approvvigionamento delle materie prime che per le vendite del prodotto: il 90% dei miei vini viene consumato fuori regione, quindi va trasportato fuori dall’Isola, e il 99% dei materiali che acquisto viene prodotto fuori dalla Sicilia, quindi devo importarlo dal continente.

 

La prima cosa che ho fatto, diversi anni fa, è stata sostituire le bottiglie, accettando di buon grado una confezione poco appariscente (e molto più leggera della precedente) per ridurre il peso che deve essere trasportato in giro per il mondo, e abbattendo di conseguenza le emissioni di CO2. All’inizio questo ha suscitato le rimostranze dei clienti, alcuni hanno addirittura smesso di comprare i miei vini perché le bottiglie a scaffale risultavano meno “attraenti” di quelle dei miei concorrenti.

 TUTTE BOTTIGLIE 19

Per fortuna, però, le cose stanno cambiando. 

L’altro giorno a Denver alcuni clienti si sono lamentati del fatto che il colore del mio vino rosato sia molto più bello nel bicchiere che nella bottiglia. Gli ho spiegato che il colore “azzurrino” del vetro trasparente, che altera la percezione del colore della Bambina, dipende dal fatto che in quel tipo di bottiglia la percentuale di vetro riciclato è superiore a quella delle bottiglie bianchissime e trasparentissime che normalmente ospitano i vini rosati: l’hanno capito, e immediatamente hanno sposato il mio approccio.
Questo mi conforta e mi conferma che è stata la decisione giusta: nel vino è molto più importante il contenuto del contenitore, e sostenere scelte produttive rispettose dell’ambiente è una grande dimostrazione di responsabilità.

 

Va in questa direzione anche la mia adesione al sistema di distribuzione ideato da Vinix Social Commerce, che permette di acquistare in cordata con la modalità del Gruppo di Acquisto: più spedizioni vengono accorpate in una sola, che viene recapitata ad un unico indirizzo dove tutti gli acquirenti possono recarsi a ritirare il vino che hanno ordinato. Un sistema molto efficiente che l’anno scorso mi ha permesso di accorpare circa 360 spedizioni singole in 12 consegne collettive, con un notevolissimo abbattimento di costi e soprattutto di emissioni.
Se volete saperne di più, potete visitare la pagina SHOP di questo sito oppure consultare direttamente le FAQ di Vinix

 

Se ridurre l’impatto delle emissioni da trasporto è possibile, ma comunque ad oggi impossibile da azzerare del tutto, abbattere l’impatto ambientale dei consumi di energia elettrica è, invece, facilissimo: per questo ho scelto un fornitore che mi offre energia elettrica certificata 100% da fonti rinnovabili.

Dallo scorso mese di Dicembre sono passata all’utilizzo di energia elettrica proveniente da impianti eolici, fotovoltaici e idroelettrici con garanzia d’origine. Il mio nuovo fornitore, ènostra, è una cooperativa senza scopo di lucro che commercializza solo energia elettrica da fonti rinnovabili e predilige realtà di produzione legate alle comunità locali che rispettano criteri selettivi in termini di responsabilità sugli ambiti Environment, Social e Governance (ESG).

 

Credo sia molto importante che tutti noi produttori, soprattutto quelli che abbiamo una forte sensibilità ambientale e che abbiamo adottato sistemi di coltivazione e vinificazione biologici, biodinamici e naturali, riflettiamo seriamente sull’impatto che le nostre aziende hanno sull’ambiente nel suo complesso, e non soltanto sulla produzione agricola primaria. Perché non ha senso smettere di spruzzare erbicidi e agrofarmaci di sintesi in vigna e poi continuare a consumare energia elettrica da fonti fossili per far funzionare i macchinari delle nostre cantine.

Passare da fonti fossili a fonti energetiche 100% rinnovabili è facile e rapido: bastano pochi minuti per modificare il proprio contratto direttamente, da un qualunque computer o smartphone. Oggi, che tra l’altro è il giorno del primo Global Climate Strike For Future, fare questo piccolo gesto di responsabilità e sensibilità darebbe un segnale importantissimo di cambiamento.

 

Tags: vino naturale, agricoltura biologica, sostenibilità, carbon footprint, cambiamento climatico, energia elettrica, fonti rinnovabili

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