MICROCOSMO

  • PERRICONE MENFI DOC
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    Ogni vigneto è un ecosistema complesso dove piante, animali, insetti ed infinite tipologie di microorganismi vivono in armonia tra di loro.

    Un equilibrio che il lavoro dell’uomo non deve sconvolgere ma comprendere, rispettare e proteggere, limitando i propri interventi all'indispensabile per non alterare le dinamiche dell'ambiente naturale di cui egli stesso è parte.

    La vigna del Microcosmo è un esempio di come questo equilibrio sia possibile, in una interdipendenza varietale che è insieme energia e vita.

  • PERRICONE MENFI DOC

    Ogni vigneto è un ecosistema complesso dove piante, animali, insetti ed infinite tipologie di microorganismi vivono in armonia tra di loro.

    Un equilibrio che il lavoro dell’uomo non deve sconvolgere ma comprendere, rispettare e proteggere, limitando i propri interventi all'indispensabile per non alterare le dinamiche dell'ambiente naturale di cui egli stesso è parte.

    La vigna del Microcosmo è un esempio di come questo equilibrio sia possibile in una interdipendenza varietale che è insieme energia e vita.

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    Ogni vigneto è un ecosistema complesso dove piante, animali, insetti ed infinite tipologie di microorganismi vivono in armonia tra di loro.

    Un equilibrio che il lavoro dell’uomo non deve sconvolgere ma comprendere, rispettare e proteggere, limitando i propri interventi all'indispensabile per non alterare le dinamiche dell'ambiente naturale di cui egli stesso è parte.

    La vigna del Microcosmo è un esempio di come questo equilibrio sia possibile in una interdipendenza varietale che è insieme energia e vita.

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    Ogni vigneto è un ecosistema complesso dove piante, animali, insetti ed infinite tipologie di microorganismi vivono in armonia tra di loro.

    Un equilibrio che il lavoro dell’uomo non deve sconvolgere ma comprendere, rispettare e proteggere, limitando i propri interventi all'indispensabile per non alterare le dinamiche dell'ambiente naturale di cui egli stesso è parte.

    La vigna del Microcosmo è un esempio di come questo equilibrio sia possibile in una interdipendenza varietale che è insieme energia e vita.

 

  • Il Perricone è un vitigno a bacca rossa introdotto dai Greci intorno all'VIII secolo a.C.
    Evolutosi a partire da una varietà originaria del Mediterraneo orientale successivamente incrociatasi con vitigni autoctoni dell'Italia meridionale, il Perricone si è perfettamente adattato alle condizioni climatiche della Sicilia occidentale, diventando una delle varietà che meglio rappresentano l'identità e la vocazione di questo straordinario terroir.

    Conosciuto anche con i sinonimi di Tuccarino, Guarnaccio e Pignatello, il Perricone veniva utilizzato soprattutto per l’elaborazione del Marsala Ruby, diventando nel corso del '700 e dell'800 la più diffusa varietà a bacca rossa, con un’estensione complessiva di circa 34.000 ha.
    Fortemente danneggiati dalla fillossera, i vigneti di Perricone furono reimpiantati su piede americano e riuscirono a tornare all'antico splendore almeno fino alla metà degli anni '50. Poi, con la crisi del Marsala e il conseguente crollo dell’economia vitivinicola locale, è iniziato un’inarrestabile susseguirsi di espianti che oggi relega il Perricone ad una superficie complessiva di poco superiore a 190 ettari, appena lo 0,3% del totale regionale.

    Il suo destino sembrava segnato finché, una decina di anni fa, un piccolo gruppo di vignaioli ha iniziato a recuperare i vecchi vigneti e a riprenderne la vinificazione, sia in assemblaggio che in purezza. A livello regionale gli espianti continuano, ma ad un ritmo meno elevato che in passato. La mia speranza è che altre aziende si aggiungano a quelle che hanno iniziato il progetto di recupero, in maniera da riportare il Perricone all'antico splendore e al posto che merita fra i più nobili vitigni italiani.

  • Il Perricone è un vitigno molto resistente sia al clima siccitoso della Sicilia occidentale, sia alle principali patogene della vite - quali la peronospora e l'oidio - grazie alla sua buccia spessa e pruinosa.
    Ha una bassa produttività e matura a media epoca, fra la fine di agosto nelle zone litoranee e la fine di settembre in media e alta collina. I grappoli sono di media grandezza, con forme cilindrico-coniche allungate e dotate di ali. Gli acini sono rotondi, dal colore blu molto scuro, quasi nero.
    Il suo terroir d'elezione è quello delle province di Agrigento, Trapani e Palermo, dove viene coltivato con gli stessi sistemi del passato, con allevamento poco espanso e potature corte o miste; talvolta ad alberello, oppure a controspalliera.

    Il sinonimo Pignatello - utilizzato in provincia di Trapani - sembra riferirsi al termine dialettale pignatidare, utilizzato per definire le argille rosse alluminose che qui si utilizzano per produrre le pignàte, tradizionali pentole di terracotta.
    Questo riferimento all’argilla è estremamente importante, perché descrive una delle caratteristiche del Perricone, ossia la sua attitudine a trovarsi a proprio agio su terreni forti e argillosi, dove esprime in modo particolare la sua potenza e l’intensità del tannino.

    Proprio la fittezza del tannino rende indispensabile un'attenta selezione delle uve, che debbono essere perfettamente mature e sane per evitare l’estrazione di sentori vegetali in vinificazione, specie nelle annate più fresche. Le basse rese, assecondando la naturale predisposizione del Perricone ad una moderata produttività, consentono di ottenere vini longevi ed eleganti.

  • La vigna del Microcosmo offre un'espressione estremamente interessante del terroir di Menfi perché in essa coabitano, come da tradizione, varietà differenti.
    Circa il 90% delle viti sono di Perricone, mentre il restante 10% delle piante è costituito da antichi cloni di Catanese, parente stretto del Nerello Mascalese etneo che da sempre esiste nel nostro territorio e riesce a mitigare, con la sua delicatezza, il carattere a volte scontroso del Perricone.

    Perricone e Mascalese vivono l'uno accanto all’altro, mescolati all'interno del vigneto, e si influenzano a vicenda, ciascuno alla ricerca di un equilibrio vegetativo e produttivo che solo insieme riescono a raggiungere.
    Sono innamorata di questa vigna, costituita da un variegato insieme di organismi. Da questa particolare condizione deriva il nome del vino: Microcosmo, un ecosistema complesso in cui piante, animali, insetti, terra, sole, acqua, erba e infinite tipologie di microorganismi vivono in una dinamica, armonica competizione, creando un piccolo mondo in cui ciascuno è indispensabile all’altro.

    Nel rispetto della sua complessità vitale, il vigneto viene trattato come un'entità unica ed interdipendente: potatura, lavorazioni, campionamenti, vendemmia avvengono contemporaneamente, perché ciò che mi interessa davvero è comprendere l'equilibrio e la personalità della vigna, non evidenziare le caratteristiche dei singoli vitigni.
    Ne nasce, dunque, un vero cru di territorio, un vino dalle caratteristiche irripetibili che rappresenta, nella sua affascinante unicità, l'essenza della terra a cui appartiene.

  • L'affascinante complessità della vigna si riflette nel vino che da essa nasce, e che mi piace considerare come un fedele interprete del territorio: della sua intensità, ma anche delle sue contraddizioni.

    Microcosmo è un vino dal corpo snello e dinamico e dalla personalità complessa e sfaccettata. Il suo colore, spesso più scarico di tanti vini rossi siciliani, brilla di un bel rosso rubino, che può rivelare un'unghia color porpora man mano che prosegue l'affinamento in bottiglia. Al naso offre profumi esotici e molto speziati che fanno pensare ad un bazar orientale: la cannella, lo zenzero, l'incenso, l'anice stellato e poi la frutta secca, le olive nere cotte al forno, i capperi sotto sale. In bocca è tannico, asciutto, persistente, arricchito da una vibrante acidità, specie nelle annate più fresche.

    Tra gli abbinamenti più riusciti quello con il cibo di strada siciliano: le arancine di riso al sugo, le panelle, le frattaglie di carne, ma anche con i salumi e i formaggi di media stagionatura, come la provola sfogliata dei Nebrodi.
    Io lo bevo con un tradizionale piatto di famiglia, il Trionfo di anelletti con i fegatelli e le polpettine, nella versione tradizionale oppure nella interpretazione di Alessia Vicari, che ci illustra la sua ricetta in questo bel video realizzato da Gambero Rosso Channel.

    TEMPERATURA DI SERVIZIO: 14 - 16 °C
    Microcosmo ama i calici ampi, che ne permettano l'ossigenazione, e va servito ad una temperatura che consenta al bouquet di distendersi ed evolvere durante la degustazione.

  • La vigna del Microcosmo è stata impiantata nel gennaio 2007 utilizzando vecchi cloni di Perricone e Nerello Mascalese (Catanese) che sono stati mescolati fra loro in maniera da generare quella particolare interdipendenza e complessità varietale che rende questo vigneto estremamente interessante.

    Tutte le operazioni colturali, così come la vendemmia, vengono svolte contemporaneamente: per questo motivo è indispensabile effettuare attenti e frequenti campionamenti per monitorare l'andamento della maturazione, in maniera da cogliere il momento esatto in cui le due varietà raggiungono l'equilibrio.

    Le uve si raccolgono normalmente alla fine di Agosto, a mano e in piccole cassette per evitare lo schiacciamento dei grappoli. Portate in cantina, vengono diraspate e pigiate, e fermentate con lieviti selvaggi in vasche di acciaio per circa due settimane.
    Dopo la svinatura, il vino svolge spontaneamente la malolattica in barriques vecchie, ed affina per almeno 12 messi in tonneaux di rovere francese, usati oltre il 5° passaggio.

    Il vino non subisce alcun trattamento di chiarifica né di filtrazione prima dell'imbottigliamento, e viene lasciato riposare per alcuni mesi in bottiglia prima di essere pronto per il consumo.
    La personalità del Perricone, inizialmente scontrosa, si giova di un invecchiamento minimo di tre/quattro anni dalla vendemmia.

  • Vendemmia 2017: Wine Advocate 89/100
    Vendemmia 2013: Wine Advocate 88/100
    Vendemmia 2012: Wine Enthusiast 88/100, L'Espresso 15,5/20, AIS 2 Viti
    Vendemmia 2011: Wine Enthusiast 89/100, Gambero Rosso 2 Bicchieri, AIS 4 Grappoli
    Vendemmia 2010: Gambero Rosso 2 Bicchieri, AIS 4 Grappoli
    Vendemmia 2009: Gambero Rosso 2 Bicchieri

    IL COMMENTO DI...
    Luciano Pignataro: Microcosmo Rosso SICILIA IGT 2009 | 88/100
    I vini che mi emozionano in questo periodo sono di due sensazioni opposte e complementari: quelli capaci di farmi stare effettivamente bene con me stesso oppure il bicchiere della convivialità, quello che porterei a tavola con i miei cari compagni di liceo.
    Il Perricone di Marilena Barbera fa parte della seconda categoria... è rosso di grande bevibilità, ... ci fa dimenticare le foreste distrutte per seppellire il Nero d’Avola in bare di barrique tostate e cioccolatose e ci fa godere la ciliegia perfetta, i tannini sottili e risolti, la bevibilità sostenuta da una incalzante freschezza regalata da questa impostazione. Lo immagino sul coniglio all’ischitana.
    Dolce Mediterraneo.
    Dolce Vita di Essenza.
    • vitigni: perricone e catanese
    • terreno: argilloso di origine alluvionale
    • età del vigneto: 11 anni
    • tecnica di vinificazione: macerazione sulle bucce per circa 10 giorni
    • fermentazione: lieviti selvaggi
    • affinamento: tonneaux francesi
    • produzione media: 2.500 bottiglie/anno


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