Capita, altroché: un vino che per anni ha avuto un'etichetta DOC, all'improvviso perde la denominazione e diventa più difficile riconoscerlo. Qui spiego perché accade, e come si deve riclassificarlo per poterlo mettere in commercio.
Il Perricone è un antico vitigno autoctono della Sicilia occidentale. Da sempre presente nell’area, questa varietà è stata per secoli coltivata fra Palermo, Trapani ed Agrigento.
Questa ricetta è una versione molto semplificata del timballo di anelletti al ragù di fegatelli o con le polpettine, che tradizionalmente si prepara durante le feste. Una ricetta ricca e sontuosa di cui parla Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo, quando racconta del pranzo dato dal Principe di Salina in onore di Angelica. Qui la chef Alessia Vicari alleggerisce le cotture, abbrevia i tempi e semplifica gli ingredienti. Ma il godimento rimane.
Perricone [PEH-reeh-KO’-neh] is a red grape variety that is indigenous to Western Sicily. It has been cultivated for centuries in the “golden triangle” between Palermo, Trapani and Agrigento.
The main part of the vineyards grows in the heart of Belicello, a very fertile area with clayey soils. The rich terrain is the key for the vineyards' nutrition, granting the grapes a full ripening and solid structure.
Grillo, Zibibbo, Perricone and Alicante grow in this area, as well as some international varieties planted by my father in the 1990's, and enjoy the fresh breeze blowing from the sea.
It happens sometimes that a wine that has had a DOC label for many years suddenly loses its appellation. Here I explain the bureaucratic mysteries of Italian DOCs, and why producers must re-classify their wines in order to be able to sell them.
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