Perricone o Pignatello 12778
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Il Perricone è un vitigno autoctono della Sicilia occidentale. Da sempre presente nell’area, questa varietà è stata per secoli coltivata fra Palermo, Trapani ed Agrigento.

Sono ancora veramente pochi i documenti ufficiali a disposizione.

Nel corso di una conferenza tenutasi a Tunisi al Museo del Bardo il 10 marzo scorso, il prof. Attilio Scienza ha illustrato i risultati dei suoi recenti studi (di prossima pubblicazione), che mostrano come il Perricone si sia evoluto a partire da uve aromatiche originarie dal Mediterraneo orientale, portate dai Greci fino nella Calabria ionica.

Da qui, incrociatesi probabilmente con un antenato del Gaglioppo, sono migrate fino in Sicilia, dando origine appunto al Perricone.

Alla stessa famiglia appartengono moltissime varietà italiane:  

 

Parentele ed evoluzione dei vitigni mediterranei

 


Fra le testimonianze dell’epoca moderna, si segnalano le menzioni da parte di Nicolosi - sia nel 1870 che nel Bollettino Ampelografico del 1883 - e nel 1905 da parte di Paulsen.
In epoca più recente, il vitigno viene descritto da Pastena nel 1973.

Noto anche con i sinonimi di Tuccarino, Guarnaccio e Pignatello, nel corso del ‘700 e dell’800 il Perricone veniva utilizzato prevalentemente per l’elaborazione del Marsala Ruby, in assemblaggio con altre uve locali, occupando un’estensione complessiva di circa 34.000 ha.
La prima grave crisi si registrò durante la terribile epidemia fillosserica, che decimò i vigneti siciliani nella prima metà dell’800. Il Perricone, molto sensibile all’insetto, riuscì tuttavia a recuperare terreno, grazie all’ottimo andamento delle vendite del Marsala, vino molto richiesto ed apprezzato soprattutto all’estero (Gran Bretagna e Stati Uniti).
A partire dalla metà del Novecento, invece, con il declino anche qualitativo del Marsala e il conseguente crollo dell’economia vitivinicola locale, iniziò un’inarrestabile susseguirsi di espianti che oggi relega il Perricone ad una superficie complessiva di soli 192 ettari, appena lo 0,3% del totale regionale.

Il suo destino sembrava segnato, finché, non più di una decina di anni fa, un piccolo gruppo di vignaioli ha iniziato a recuperare i vecchi vigneti e a riprenderne la vinificazione, sia in assemblaggio che in purezza. A livello regionale gli espianti continuano, ma ad un ritmo meno elevato che in passato, anche perché, seguendo l’esempio di questi giovani motivati, altre piccole aziende si vanno aggiungendo alle poche che hanno iniziato il progetto di recupero.
Questa, oggi, è la nostra scommessa: portare il Perricone all’attenzione del pubblico di appassionati, impegnandoci nella valorizzazione dei terroir che lo ospitano, per scongiurare l’estinzione di un vitigno straordinario che rappresenta l’identità vera di questo angolo di Sicilia. 

 

PERRICONE: CARATTERISTICHE DEL VITIGNO

Il Perricone è un vitigno di produttività medio-bassa, molto resistente alla siccità.
Di precoce germogliamento, mantiene una particolare sensibilità alla fillossera, anche fogliare, ma è capace di resistere più di altre varietà alle infezioni fungine grazie alla buccia spessa e pruinosa.
La maturazione avviene a media epoca, ossia fra la fine di agosto nelle zone litoranee e la fine di settembre in media e alta collina. I grappoli sono di media grandezza, con forme cilindrico-coniche allungate e dotate di ali. Gli acini sono rotondi, dal colore blu molto scuro, quasi nero.

Il suo terroir d'elezione rimane la parte occidentale della Sicilia dove viene coltivato con gli stessi sistemi del passato, con allevamento poco espanso e potature corte o miste; talvolta ad alberello, oppure a controspalliera.

Il sinonimo Pignatello sembra riferirsi al termine dialettale pignatidare, utilizzato per definire le argille rosse alluminose del Trapanese utilizzate per produrre le pignàte, tradizionali pentole di terracotta. Questo riferimento all’argilla è estremamente importante, perché descrive una delle caratteristiche del Perricone, ossia la sua attitudine a trovarsi a proprio agio su terreni forti e argillosi, dove esprime in modo particolare la sua potenza e l’intensità del tannino. 

 

VINIFICAZIONE

Il Perricone è una varietà difficile da vinificare: il vino che ne deriva può risultare piuttosto ostico e scontroso, specie nelle annate fresche e piovose, a causa del tannino intenso e fittissimo. Per questo “selezione” è la prima parola d’ordine: le uve debbono essere perfettamente mature e sane, per evitare l’estrazione di sentori vegetali che possono essere anche molto marcati, quindi sgradevoli.

La seconda parola d’ordine è “basse rese”, assecondando la naturale predisposizione del Perricone ad una moderata produttività.
Una fermentazione lenta, una malolattica senza arresti e un lungo affinamento sono, in cantina, gli alleati più importanti. 

 

PERRICONE: NOTE ORGANOLETTICHE

I vini di Perricone possono dare grandi soddisfazioni, soprattutto dopo un certo periodo di affinamento.

Profilo aromatico del vino siciliano PerriconeGeneralmente il naso esprime una complessa gamma di spezie, dove ginepro e pepe nero sono alcune delle componenti principali.

Il corpo è equilibrato dai classici frutti rossi, dai profumi di marasca e confetture, prugne e ciliegie, e da alcuni tocchi vegetali.
Anche in bocca i vini, specie nelle annate migliori, si segnalano per la loro eleganza, con una solida base tannica ammorbidita da un buon tenore alcolico e da una lunga persistenza. Grandi qualità vengono espresse nella ricchezza del palato: ampio, asciutto, con finali alcune volte ammandorlati.

Il Perricone viene vinificato anche in assemblaggio: spesso insieme al Nero d'Avola, che ne ammorbidisce la trama tannica, altre volte insieme al Nerello Mascalese, che apporta acidità e finezza olfattiva.
Questo uvaggio molto particolare è presente nel Microcosmo, elaborato con le uve di Perricone e Nerello Mascalese coltivate insieme nello stesso vigneto in proporzione di 10 a 1, come da tradizione.

 

SERVIZIO E ABBINAMENTO

Il Perricone va servito in grandi calici da vino rosso, a temperatura fresca di cantina (intorno ai 16/18 °C). Molti Perricone sono piacevoli pochi mesi dopo la vendemmia, ma i vini migliori riescono ad esprimersi con grande finezza e complessità solo dopo un adeguato tempo in bottiglia, e possono invecchiare egregiamente anche per 8 - 10 anni. 

Si accompagnano ottimamente ai legumi, ai formaggi di carattere, alle carni rosse elaborate e in genere a tutti i piatti piccanti, speziati e molto saporiti.

 

SCHEDE TECNICHE

Microcosmo Perricone Menfi DOC

 

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Ampelis: Rilievi ampelografici e analisi genetica | Perricone nero
VinoOk: Uva e vitigni | Perricone

  

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